Umbrialibri 2019: tra musica, letteratura, poesia e sport il tema è “Sulla strada”

La strada è paradigma del nostro tempo e metafora di esplorazione, ma anche di rivolta e critica alla società, metafora del percorso individuale di crescita e del rapporto individuale con la letteratura. E proprio Sulla strada è il filo conduttore di incontri, presentazioni e performance della 25^ edizione di Umbrialibri, la rassegna editoriale e culturale promossa dalla Regione Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in programma dal 4 al 6 ottobre nel Complesso Monumentale di San Pietro, a Perugia, grazie alla disponibilità della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi, della Fondazione per l’Istruzione Agraria, dei Monaci di San Pietro e della biblioteca Mario Marte.

On the road. Con le anteprime nazionali nel segno di Ferlinghetti UL è Beat

Sulla strada vuol dire anche Beat Generation, e il collegamento sarà chiaro già a partire dall’anteprima in musica con A Coney Island of the Mind (a kind of circus of the soul…), concerto-lettura jazz dedicato a Lawrence Ferlinghetti, giovedì 3 ottobre alle 21 all’Auditorium Marianum dell’Istituto Musicale G. Frescobaldi, in corso Cavour. Sempre nel segno di Ferlinghetti Umbrialibri 2019 presenterà, in prima nazionale a San Pietro sabato 4 ottobre alle 18, il film Lawrence. A Lifetime In Poetry, di Giada Diano ed Elisa Polimeni, dedicato al poeta italo-americano – e primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg – che, durante i festeggiamenti per i suoi 100 anni compiuti lo scorso 24 marzo, è stato il primissimo spettatore del film. Giada Diano è anche la traduttrice italiana di Ferlinghetti e, nello specifico, di Little Boy, la sua autobiografia uscita qualche mese fa negli Stati Uniti. La prima presentazione nazionale dell’edizione italiana del libro – in uscita per le Edizioni Clichy – si terrà proprio durante Umbrialibri 2019, sabato 5 ottobre alle 17. L’appuntamento, dedicato a Ferlinghetti e alla cultura “On the road” vedrà anche la partecipazione di Omar Pedrini, il cantautore e chitarrista ex leader dei Timoria, legato a Ferlinghetti da una lunga collaborazione artistica.

Musica, letteratura, poesia e sport. I tanti volti di Umbrialibri 2019

Strada, viaggio e musica anche nel racconto che, sempre venerdì 5 ottobre, Pino Strabioli e il fisarmonicista Marcello Fiorini dedicheranno al viaggio in Italia di Hans Christian Andersen: alle 19, sarà protagonista il magnifico e pauroso del viaggio in Italia che il grande favolista danese fece nel 1840. La prima giornata di Umbrialibri 2019 si chiuderà poi tra musica e poesia, alle 21 alla Sala dei Notari, con una tappa speciale del tour Capta – Tornate Sovrumani, il nuovo show di Gio Evan, artista poliedrico, scrittore e poeta tra i più amati e seguiti in Italia, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada. Sabato 5 ottobre, sempre alle 21 e sempre alla Sala dei Notari, toccherà invece a Guido Catalano poeta, scrittore, performer, vera rockstar del verso d’amore declamato. Catalano presenterà Tu che non sei romantica – Il tour: dialoghi, parole e poesie amorose per la “versione live” del suo ultimo libro, Tu che non sei romantica, successore del fortunato D’amore si muore ma io no edito nel 2016 da Rizzoli. Ancora “sulla strada”, Umbrialibri omaggerà poi Fausto Coppi, a cent’anni dalla nascita del Campionissimo: venerdì 4 ottobre alle 17 “W Coppi!”, con la presentazione dei libri Alfabeto Fausto Coppi. 99 storie e una canzone, di Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi (Ediciclo Editore), Coppi ultimo, di Marco Pastonesi (66thand2nd) e Fausto Coppi. Gli anni, le strade, antologia di autori vari (Bolis Edizioni). Sempre in tema di anniversari, con Einaudi Ragazzi venerdì 4 ottobre si ricorderà Gianni Rodari, del quale ricorrerà, il prossimo anno, il doppio anniversario della nascita (1920) e della morte (1980). Tra gli ospiti della tre giorni ci saranno poi Giancarlo De Cataldo, Franz Rossi e Giovanni Storti, Marcello Veneziani, Emma D’Aquino, Goffredo Fofi, Loredana Lipperini, con l’ormai tradizionale diretta di Radio3 Rai Fahrenheit del sabato pomeriggio, Miguel Angel Valdivia, Paolo Flores d’Arcais, Pietrangelo Buttafuoco, Cristiano Cavina, Umberto Fiori, Eleonora Caruso, Simona Vinci, Giacomo Papi, Valeria Parrella, Franco Lorenzoni, Eraldo Affinati e tanti altri. Ricca presenza, ovviamente, di editori umbri (44 in tutto), con la mostra mercato nel chiostro interno di San Pietro e una fitta serie di presentazioni.

Seconda edizione del Premio letterario Severino Cesari: è “Città irreale” di Cristina Marconi (Ponte alle Grazie) il miglior esordio dell’anno

È Città irreale di Cristina Marconi (Ponte alle Grazie), il vincitore della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale Opera Prima “Severino Cesari”, promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con Emanuela Turchetti, moglie del grande scrittore e curatore editoriale umbro, scomparso nel 2017, e Progetto Scenario. Nella terzina finalista anche Come mosche nel miele, di Francesca Tassini (Solferino) e Lux, di Eleonora Marangoni (Neri Pozza). La Giuria, coordinata dalla scrittrice Simona Vinci, e composta da Luca Briasco, Pietrangelo Buttafuoco, Giancarlo De Cataldo, Concita De Gregorio, Luca Gatti, Carlo Lucarelli, Gabriella Mecucci, Francesca Montesperelli, Giacomo Papi e Michele Rossi, interverrà sabato 5 ottobre, alle 18.30,alla premia la premiazione del vincitore, seguita da una lettura teatrale di Sandra Fuccelli e Stelio Albino, tratta dal libro di Cesari Con molta cura.

I linguaggi dell’editoria a Umbrialibri 2019. Tre workshop formativi tra illustrazione, traduzione ed editing 

Traduzione letteraria, scrittura e illustrazione. Anche quest’anno Umbrialibri proporrà uno spazio formativo riservato ai diversi linguaggi dell’editoria e della narrazione con tre workshop specifici. Il primo, Sulla strada della traduzione. Laboratori e seminari, a cura della Scuola del libro di Roma – ideata da Marco Cassini, già fondatore di minimum fax e delle edizioni SUR – settepiani e MenteGlocale, si terrà da giovedì 3 a sabato 5 ottobre e sarà incentrato sulla traduzione letteraria. Vita da editor. Dal manoscritto al libro: è dedicato alla professione dell’editor il secondo workshop formativo in occasione dell’edizione 2019 di Umbrialibri, in programma a Perugia da giovedì 3 a domenica 6 ottobre, promosso e curato dell’Associazione Editori Umbri. Alle esercitazioni si alterneranno momenti di confronto con autori, illustratori, linguisti e redattori professionisti, in una vera e propria full immersion nel lavoro di redazione e di editing. L’editoria illustrata sarà invece al centro del terzo workshop a cura di settepiani e di MenteGlocale – e con un focus sul Progetto di un magazine indipendente come racconto di identità urbane, a cura dello studio di comunicazione CoMoDo Comunicare Moltiplica Doveri dal 30 settembre al 3 ottobre presso l’Accademia di belle Arti di Perugia – Leggo le figure, con la direzione creativa di Antonio Sualzo Vincenti. I laboratori si svolgeranno a Perugia da venerdì 4 a domenica 6 ottobre, con approfondimenti dedicati alla scrittura e ai linguaggi dell’albo illustrato, all’illustrazione e alla progettazione di albi e riviste.

Festival del Medioevo, edizione 2019 dedicata al mondo femminile

Festival del Medioevo 2019 dai grandi numeri: 120 appassionanti lezioni di storia, tutte gratuite e a ingresso libero e decine di appuntamenti collaterali (fiera del libro medievale, focus su miniatori e calligrafi, mostre, spettacoli, visite guidate, rievocazioni e attività didattiche).

Donne. L’altro volto della Storia è il tema della manifestazione, in programma a Gubbio dal 25 al 29 settembre.

RIEVOCATORI DELL’UMBRIA Da segnalare un appuntamento di particolare importanza: La Scuola dei rievocatori, che a partire dall’edizione 2019, diventerà un appuntamento fisso all’interno del programma del Festival del Medioevo. L’evento, previsto nel pomeriggio di sabato 28 settembre 2019 nel refettorio del monastero di San Francesco, è organizzato dall’Associazione Festival del Medioevo con il patrocinio dell’Aurs, l’Associazione Umbra Rievocazioni Storiche, che riunisce le rievocazioni storiche di quaranta città dell’Umbria.

Obiettivo dell’iniziativa, alla quale collabora l’antica Università dei Sarti di Gubbio, è quello di valorizzare il confronto scientifico all’interno del mondo delle rievocazioni medievali per assicurare un indispensabile supporto di qualità all’appassionato lavoro di centinaia di associazioni e di migliaia di rievocatori, quasi sempre volontari, impegnati a far rivivere la storia e le tradizioni del loro territorio.

IL PROGETTO “ANTEPRIMA FESTIVAL” La quinta edizione di quella che è diventata la maggiore manifestazione italiana dedicata alla divulgazione storica del Medioevo, si caratterizza per l’interesse particolare riservato alla valorizzazione di tutta l’Umbria medievale: il progetto “Anteprima Festival”, sposato e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nei primi nove mesi dell’anno, oltre a Gubbio, ha già coinvolto in appuntamenti dedicati alle peculiarità storiche del territorio, anche Bevagna, Monte Castello di Vibio, Piegaro, Passignano sul Trasimeno e Magione.

Nei giorni della manifestazione, da mercoledì 25 a domenica 29 settembre, il Festival del Medioevo proporrà al vasto pubblico di appassionati che accorre a Gubbio da ogni regione d’Italia, anche quattro visite guidate alla scoperta della storia di Montone, Giomici, Gualdo Tadino, Scheggia e Pascelupo.

LE GRANDI DONNE DELL’UMBRIA MEDIEVALE Molte le lezioni di storia con ritratti dedicati a grandi donne dell’Umbria medievale: il Festival si chiuderà con una lezione di Jacques Dalarun dedicata a Chiara d’Assisi (domenica 29 settembre).

Beatrice Del Bo affronterà il ritratto di Battista Sforza ed Euro Puletti quello di Santuccia dei Terrabotti, sconosciuta “imprenditrice della fede”.

La storica dell’arte Paola Mercurelli Salari svelerà i segreti delle donne dei Montefeltro in un appuntamento specifico dedicato al Palazzo Ducale di Gubbio, vero e proprio crocevia di poteri femminili.

Ma ci sarà tempo anche per raccontare, grazie alla storica Marina Montesano, le vicende delle streghe Matteuccia da Todi e Bastola di Gualdo e per parlare con Lia Celi e Andrea Santangelo de “Le due vite di Lucrezia Borgia”, che alla fine del Quattrocento fu nominata governatrice di Spoleto, da suo padre, il potente e discusso papa Alessandro VI.

Protagonisti del Festival del Medioevo saranno i maggiori medievisti italiani e europei insieme a saggisti, scrittori, scienziati, architetti e giornalisti. Fra loro anche autorevoli intellettuali umbri insieme a docenti dell’Università di Perugia, da Patrizia Bertini Malgarini, direttore del Dipartimento di Scienze umane della Università Lumsa, impegnata a coordinare l’incontro su “La scrittura delle donne” alla medievista Maria Grazia Nico Ottaviani, che insieme a Maria Teresa Guerra Medici terrà una lezione dedicata ai rapporti tra “Madri e figlie”.

La Madonna del parto, anatomia di un capolavoro” è il titolo dell’incontro dedicato alla famosa opera di Piero della Francesca di Francesco Federico Mancini, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Perugia.

La lezione “Paleografia al femminile” vedrà protagonista il grande storico Attilio Bartoli Langeli.

Cristina Galassi, docente di Storia della Critica d’Arte nell’ateneo perugino, parlerà de “Le visioni di Santa Brigida e l’iconografia cristiana”.

Franco Ivan Nucciarelli si occuperà delle vicende di Giulia Farnese, considerata la donna più bella del suo tempo. Andrea Margaritelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Architettura, racconterà invece la storia di “Thadea, la figlia segreta dell’imperatore”. La medievista Sonia Merli tratteggerà i ritratti storici di Giovanna La Pazza e Margherita d’Austria. E Gianfranco Cesarini, presidente della Fondazione Giuseppe Mazzatinti e del Club per l’Unesco di Perugia-Gubbio, intratterrà il pubblico su “Le Ménagier de Paris”,  un’opera singolare, centrata sulle amorevoli istruzioni di un attempato marito del XIV secolo per la giovanissima moglie.

STRAORDINARIA ESPOSIZIONE DI UN’OPERA DEL PINTORICCHIO Grazie a un prestito della Fondazione Giordano, nei giorni del Festival e anche oltre, da venerdì 27 settembre a domenica 6 ottobre, nel Museo civico del Palazzo dei Consoli verrà esposto il “Bambin Gesù delle Mani”, una straordinaria ed enigmatica opera del Pintoricchio, rimasta ignota per quasi cinquecento anni. Prezioso frammento di un affresco scomparso, concepito tra il 1492 e il 1494 per volere di Rodrigo Borgia, salito al soglio di Pietro con il nome di Alessandro VI, l’opera racconta i segreti delle stanze vaticane e la storia di Giulia Farnese, la bellissima “sposa del papa”. Al meraviglioso dipinto e alla figura del Pintoricchio  è dedicato anche un appuntamento speciale nella Sala Trecentesca del Comune di Gubbio, che verrà concluso da una lezione dello storico dell’arte Claudio Strinati (venerdì 27 settembre).

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Dai work-lab ai giochi: dopo l’esperienza estiva Teens Week diventa attività formativa per le scuole

TEENS-WEEK è una proposta innovativa e sperimentale rivolta ai giovani ragazzi di età compresa tra 11 e 14 anni e nata in seno al progetto DUC IN ALTUM di Anspi Abbazia Giovane Montemorcino realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. 

Il progetto nasce dall’idea di dedicare uno spazio e un tempo speciale ai ragazzi delle scuole secondarie di I grado perché la conoscenza si faccia crescita, l’esperienza diventi bagaglio per la vita, la scoperta si traduca in passione da realizzare o talento da coltivare. Laboratori, work-experience, escursioni alla scoperta del territorio che ci circonda, spaziando dall’ambito agro-alimentare alle nuove tecnologie, dalla fotografia all’arte, dall’artigianato alla meteorologia, dalla cura dell’ambiente all’agricoltura, in tutte le forme lavorative od hobbystiche che si sono rese disponibili a collaborare.

Ogni attività sarà finalizzata alla scoperta delle proprie attitudini e dei talenti nascosti da riconoscere e far emergere nel cammino verso l’età adulta.

Dopo l’esperienza estiva dell’ESTATE RAGAZZI in città, la TEENS-WEEK diventa, nel tempo invernale dello studio, offerta formativa a servizio degli istituti scolastici di Perugia per vivere la scuola da FUORICLASSE alla scoperta dei propri TALENTI. Il progetto, per se stesso nato e costruito all’interno di un virtuoso percorso di welfare di comunità sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, si è messo al servizio degli Istituti scolastici di I e II grado della provincia di Perugia per recepire i bisogni specifici e propri di ognuno in tema di orientamento allo studio e tradurli in attività, azioni, eventi e iniziative strettamente personalizzati.

Al via quindi ad inizio ottobre le prime settimane di attività al servizio delle scuole secondarie di I grado dell’Istituto Comprensivo Perugia 1 – Francesco Morlacchi. Il 18 settembre all’Auditorium di Montegrillo si terrà l’incontro di presentazione ai genitori.

Il format prevede:

  • 4 giornate di attività per ciascuna classe nel tempo extrascolastico (con libera adesione degli studenti) dal lunedì al giovedì, dal pranzo alla cena.
  • tempo pomeridiano articolato in: visita e conoscenza delle realtà produttive territoriali, significative testimonianze del percorso di vita di figure che si sono realizzate nel lavoro, workshop e laboratori alla scoperta di attitudini e talenti, giochi, spazi e tempi di condivisione utili a rielaborare le esperienze vissute
  • un incontro-laboratorio specificatamente dedicato ai genitori
  • la collaborazione dell’Istituto scolastico che si farà carico dello spostamento dei ragazzi verso l’Abbazia all’ora di pranzo e degli insegnanti che per i 4 giorni stabiliti consentiranno ai partecipare di vivere a pieno le attività, rimandando verifiche e compiti. Entrambi i gesti sono per noi , oltre che motivo di doveroso ringraziamento, un segno fondamentale dell’importanza data a questa iniziativa. Noi ricambieremo con tutto il nostro impegno perchè sia una fruttuosa opportunità di conoscenza e crescita per tutti i partecipanti.
  • la collaborazione di professionisti che hanno lavorato in rete alla strutturazione del programma settimanale e che offriranno la propria consulenza ai ragazzi (previa autorizzazione dei genitori), ai docenti interessati e ai genitori stessi. Le professionalità che opereranno nell’ambito del progetto sono riconducibili all’associazione Co.Me.Te , all’associazione Risorse & Talenti e alla cooperativa sociale Pepita.

 

Orientamento studenti, l’Università di Perugia a portata di click

E’ stato presentato il 2 luglio il progetto ClickOrienta, strumento di orientamento a distanza per la promozione dell’offerta formativa dell’Università degli Studi di Perugia finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

L’iniziativa è stata illustrata dal Rettore Franco Moriconi, dalla professoressa Anna Martellotti, delegato del Rettore per l’Orientamento e dal dottor Fabrizio Stazi, Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, a Palazzo Murena, sede del Rettorato dell’Ateneo perugino.

“L’aumento degli studenti iscritti provenienti da fuori regione e da paesi stranieri – ha dichiarato il Rettore Franco Moriconi – rappresenta una sfida importante soprattutto per quanto riguarda l’orientamento e, come dico sempre, non possiamo permetterci il lusso di farci trovare impreparati. Per questo, grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e all’instancabile opera della professoressa Martellotti, l’Ateneo ha risposto con l’integrazione di tecnologie innovative in un progetto di ampio respiro e destinato a divenire fondamentale negli anni a venire. Consentirà ai nostri potenziali studenti di fruire dei nostri servizi in qualsiasi momento e in ogni luogo, trascendendo così i limiti temporali e geografici del tradizionale orientamento in presenza. Non solo, con questo progetto si rendono disponibili strumenti del tutto innovativi, che consentiranno di compiere visite virtuali ai nostri laboratori, assistere a prototipi di lezione, a open-day virtuali e molto altro ancora”.

ClickOrienta – è stato sottolineato nel corso dell’incontro – è uno strumento di orientamento a distanza rivolto all’aspetto della promozione dell’offerta formativa: un portale ben organizzato, con una struttura piramidale, che passa da una homepage collettiva a cinque spazi divisi per aree disciplinari, in ognuno dei quali sono ospitati materiali informativi e promozionali, relativi ai Dipartimenti che la rappresentano, e in ordine gerarchico, a ogni corso di laurea.

La gran parte dei materiali è rappresentata da video e infografiche, di breve durata e grande impatto: si è scelto cioè di utilizzare uno dei linguaggi più graditi al target cui il portale è destinato, i neodiplomati di scuola superiore.

La professoressa Martellotti è scesa poi nel dettaglio illustrando i motivi che hanno portato a concretizzare il progetto, grazie a un finanziamento ad hoc della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

“Degli oltre 7.600 nuovi immatricolati dell’AA 2016-17, ad esempio, solo 4.600 provengono dall’Umbria, e circa 1.200 da regioni limitrofe quali Lazio, Marche, Toscana – ha evidenziato la professoressa Martellotti citando i dati del Bilancio sociale d’Ateneo -. Il resto viene da aree più distanti, con le quali il contatto in presenza è costoso e comunque molto occasionale. Da qui la scelta di puntare su un progetto mirato, ClickOrienta: un portale con un linguaggio in grado di intercettare il target al quale è destinato, quello dei neodiplomati di scuola superiore”.

“ClickOrienta – ha affermato Fabrizio Stazi, Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, portando il saluto del presidente – fa parte dei progetti che la Fondazione sostiene convintamente per promuovere le attività dell’Ateneo perugino, nella convinzione che la nostra Università svolga un ruolo di primo piano non solo per la crescita e la formazione degli studenti ma anche per lo sviluppo del territorio sotto il profilo culturale, economico e occupazionale. Aver contribuito a creare uno strumento calibrato sui modelli comunicativi dei giovani, che promuove l’offerta didattica con modalità innovative e all’avanguardia, significa dunque aver condiviso una sfida a cui le università italiane non possono sottrarsi: attrarre studenti provenienti da altre regioni e da altri Paesi, incentivando così la mobilità studentesca e rafforzando la visibilità dell’Ateneo su scala internazionale”.

www.clickorientaunipg.it

 

La Collectio Avellana, esperti da tutto il mondo al seminario che si tiene a Perugia e Gubbio

Si aprirà il 19 settembre 2019 presso la Sala delle Colonne della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia il seminario internazionale “La Collectio Avellana tra notarii tardoantichi e copisti altomedievali”, che nei due giorni seguenti terrà le sue sessioni a Gubbio e nel Monastero di Santa Croce di Fonte Avellana.

Attraverso l’indagine sui notari tardoantichi e i copisti altomedievali, un folto numero di relatori dall’Europa e dagli Stati Uniti verificherà alcune ipotesi di grande rilievo emerse dalla ricerca che è stata realizzata grazie a un Progetto di Rita Lizzi Testa, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. È possibile, infatti, che Cassiodoro stesso, nella sua funzione di prefetto al pretorio di Teoderico nel 533, abbia fatto raccogliere dai suoi notari una parte dei testi della compilazione, che in età medievale fu trascritta in due Manoscritti principali, conservati nel Monastero di Fonte Avellana. Una tale origine della Collectio Avellana pone in relazione il centro fondato da Cassiodoro a Vivarium, la cui produzione plasmò la morfologia dell’intera cultura medievale europea, con Santa Croce di Fonte Avellana, il suo fondatore San Pier Damiani e chi visse e lavorò nel Monastero tra XI e XII secolo, creando le basi del diritto legale e canonico da cui si sviluppò il complesso della normativa moderna.

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“Ben’Essere”, contro l’isolamento degli anziani un orto terapeutico e un giardino sensoriale

Per il progetto “Ben’Essere”, realizzato dalla Fondazione Comunità Marscianese con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è arrivato il momento dell’inaugurazione dell’orto terapeutico e del giardino sensoriale, due strutture realizzate rispettivamente nell’area verde ex clinica Bocchini e sopra il lastrico solare del centro commerciale L’Arco. L’appuntamento si è tenuto giovedì 19 settembre alle 17.0,0 presso lo spazio verde in Salita Biscarini.
Da qui si è effettuata una visita all’area che ospita l’orto terapeutico prima di arrivare al giardino sensoriale dove avverrà il taglio del nastro da parte del sindaco di Marsciano e seguirà il saluto delle autorità.

Sono intervenuti anche il presidente della Fondazione Comunità Marscianese Giovanni Marcacci, Daniela Monni in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia, il progettista Matteo Sargentini e il medico oculista Alessio Cerquaglia che presenterà il Vademecum della Salute, un opuscolo curato dalla stessa fondazione marscianese e realizzato in collaborazione con operatori sanitari professionisti del settore. Presenti anche rappresentanti dei partner del progetto che sono il Primo Circolo Didattico di Marsciano, il Liceo Artistico “A. Magnini” di Deruta, le associazioni Rione Ponte, Pro-verde Schiavo e Parco Ammeto, L’Unitre Marsciano, la Confraternita di Misericordia e la Pro-loco Marsciano.

In occasione dell’inaugurazione sono stati illustrati anche i tanti progetti e attività di carattere ludico motorio e culturale che insieme alle due strutture del giardino e dell’orto sono il cuore del progetto Ben’Essere, finalizzato a contrastare l’isolamento delle persone anziane promuovendo, al contempo, la socializzazione tra diverse fasce di età della popolazione con iniziative intergenerazionali.

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Non profit, da settembre a dicembre il percorso formativo su trasformazione digitale e fundraising

A partire dal 12 settembre e fino al mese di dicembre Non Profit Factory insieme a TechSoup Italia e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia hanno avviato un percorso formativo incentrato sulle tematiche del fundraising e della trasformazione digitale rivolto alle realtà del Terzo settore.

Una bellissima opportunità per le organizzazioni non profit umbre. Il corso, completamente gratuito, consente infatti alle persone selezionate di seguire un percorso formativo molto innovativo per il territorio. Un passo importante verso la professionalizzazione del terzo settore umbro, compiuto grazie alla lungimiranza della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha messo a disposizione le risorse adeguate e ha favorito l’incontro tra una realtà autoctona, quale Non Profit Factory e la milanese TechSoup Italia.

Al termine del corso, avendo frequentato tutti i moduli, verrà rilasciato un attestato di frequenza.

⇓ GUARDA IL VIDEO DELLE DUE GIORNATE di presentazione che si sono tenute a fine maggio

 

UNFORGETTABLE UMBRIA. L’arte al centro fra vocazione e committenza

La Fondazione CariPerugia Arte presenta “UNFORGETTABLE UMBRIA – L’arte al centro fra vocazione e committenza”, un racconto sul secondo Novecento in Umbria attraverso le opere di grandi artisti che qui hanno scelto di vivere e lavorare, nello spazio di una stagione o di un’intera vita.

 

Curata da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo la mostra, che verrà inaugurata a Perugia nel piano nobile di Palazzo Baldeschi al Corso domani, 13 aprile, e resterà aperta fino al 3 novembre 2019, proporrà una selezione di dipinti e sculture di oltre cinquanta artisti di fama internazionale: tra gli altri, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Yves Klein, Leoncillo, Brian O’Doherty, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Ivan Theimer e Giuseppe Uncini.

 

Nella misura raccolta di una regione in cui paesaggio e memoria costituiscono un valore indissolubile, molti artisti hanno trovato la dimensione ideale per la loro ricerca, riconoscendosi intimamente nei luoghi, o, più semplicemente, cogliendone in profondità quell’identità che, in molti casi, hanno saputo interpretare e arricchire.

Ne emerge un ricchissimo mosaico di presenze e una storia densa e di occasioni espositive e interventi sul territorio, spesso favoriti da un lungimirante mecenatismo.

 

Attratti dalla splendida campagna di Todi sono stati, tra i tanti, Piero Dorazio e Alighiero Boetti; William Congdon, partito da New York, dopo aver attraversato l’Europa, nel 1959, con la conversione, si stabilisce per vent’anni ad Assisi; Giuseppe Capogrossi realizza grandi murali nell’ex convento dei Cappuccini a Gubbio; Sol LeWitt elegge la sua casa sul Monteluco di Spoleto come baricentro alternativo alla sua dimora americana. Persino Yves Klein nell’arco della sua breve esistenza ebbe modo di venire in Umbria almeno cinque volte lasciando lo straordinario ex voto nel Monastero di Santa Rita a Cascia. L’ex voto, realizzato per invocare “grande bellezza” su tutta la sua opera, è in mostra insieme a uno splendido Monocromo anch’esso lasciato tre anni prima nel Santuario.

 

Nel 1993 Piero Dorazio scriveva sul saggio ‘Vivendo in Umbria’: “Todi riscuote da qualche anno un grande successo internazionale. È una città bellissima e niente affatto provinciale; la campagna e la cultura rurale che la circondano ne fanno un sito ideale per chi esercita una professione creativa. In tutti gli anni che ho trascorso qui piano piano ho visto artisti, scrittori, professionisti stabilirvi la loro residenza [..]. Ma cosa trovano artisti e intellettuali da queste parti? Certamente qualcosa che hanno sempre cercato come me. Forse proprio l’equilibrio del vivere il fare e la meditazione che ho descritto più sopra, un bene inalienabile che la nostra civiltà sembra aver dimenticato”.


Sono solo alcune testimonianze degli ospiti illustri che in mostra vanno ad affiancarsi a due grandi umbri: Burri e Leoncillo, due maestri che, pur tra loro così diversi per linguaggio e destino, hanno entrambi avviato la loro ricerca da un profondo radicamento nell’antica cultura della regione.

 

Tante traiettorie individuali si sono intrecciate in Umbria, tradizionale crocevia culturale, anche in alcune mostre che hanno fatto epoca, come “Spoleto 62”, la grande rassegna di sculture di cui il monumentale stabile di Calder è oggi indiscusso simbolo, o “Lo spazio dell’immagine”, la rassegna che nel 1967 a Foligno fu tra le prime a verificare le nuove ricerche su “opere-ambiente”.

 

In mostra vengono inoltre presentati per la prima volta tutti i bozzetti originali realizzati dai 27 artisti per lo spettacolare Campo del Sole sul Lago Trasimeno.

 

Il prezioso catalogo, realizzato da Fabrizio Fabbri Editore anch’esso curato da Alessandra Migliorati, Paolo Nardon e Stefania Petrillo, racchiude storie, esperienze, note critiche e suggestioni a fianco di una dettagliata documentazione delle opere.

 

UNFORGETTABLE UMBRIA – L’arte al centro fra vocazione e committenza è dunque una preziosa occasione anche per scoprire o ripercorrere gli itinerari di un’arte contemporanea capillarmente diffusa nella regione, spesso in suggestivo dialogo con il tessuto dei centri storici o gli scenari unici del suo paesaggio.

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A Todi con Beverly Pepper: nasce il parco della scultura contemporanea

Sabato 14 settembre 2019, a conclusione della serie di eventi che il Comune di Todi ha dedicato a partire da dicembre 2018 alla grande artista americana Beverly Pepper (New York, 1922) per celebrare i lunghissimi anni di attività passati dalla scultrice sul suolo tuderte, è stato inaugurato il Parco di Beverly Pepper, primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria e il primo dell’artista nel mondo: un parco di sculture, un percorso naturalistico-urbano immerso nel verde tra le mura medievali della città, che collega il Tempio di Santa Maria della Consolazione con il centro storico.

Il Parco ha il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, Regione Umbria, FAI Umbria, Provincia di Perugia, Camera di Commercio di Perugia, Accademia delle Belle Arti di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Todi per l’Arte.

Il Parco di Beverly Pepper, disegnato e progettato interamente dall’artista, è costellato da sedici sculture da lei donate alla città di Todi, tutte provenienti dalla sua collezione privata, e da una serie di panchine-scultura disegnate dall’artista, denominate lunette, realizzate in pietra serena, concepite come punti panoramici dai quali poter ammirare le opere o punti meditativi nei quali poter sostare. “Spero di poter contribuire a far ritrovare a Todi l’energia di un tempo – afferma l’artista – La voglia di mostrarsi di nuovo al mondo, di accogliere e attirare gente curiosa di conoscere l’arte antica, quella contemporanea e un paesaggio di grande bellezza”.

Le sculture scelte rappresentano in modo esemplare la lunghissima carriera di Beverly Pepper, un percorso che è iniziato negli anni Sessanta e che formalmente non è mai stato associato a uno specifico movimento artistico, con alcuni elementi creativi riconducibili sia all’espressionismo che al minimalismo, una predilezione per i materiali industriali (in particolar modo l’acciaio) e per la monumentalità, basti pensare alle due San Martino Altars (1993) e la riedizione delle Todi Columns.

Sculture che qui si amalgamano con la giusta armonia: infatti il Parco è, come afferma Joseph Antenucci Becherer, critico d’arte, PhD all’University of Notre Dame e curatore di un catalogo dedicato in uscita nel 2020, “un’opera d’arte di per sé, un capolavoro che racchiude altrettanti capolavori”.

“È con immensa gioia – sottolinea Beverly Pepper – che guardo a questo nuovo progetto per Todi, una nuova energia per la città che sposa la sua storia con il mio percorso di artista, impegnata da sempre nei progetti di Land Art a creare un legame vitale tra le sculture ed il contesto naturalistico. Arte e natura che stimolano l’uomo in una ricerca interiore che tende all’infinito”.

I lavori di realizzazione del Parco, diretti dall’architetto Poalo Luccioni, hanno riguardato inoltre la bonifica di tutta la parte interessata e il restauro di tutte le sculture donate alla comunità.

La realizzazione del Parco è un esempio virtuoso di rapporto pubblico-privato: accanto alla generosità di Beverly Pepper, che ha donato le sculture, si affianca il coinvolgimento della Fondazione Progetti Beverly Pepper, che ha coordinato tutta l’operazione, dell’Amministrazione Comunale, che ha finanziato la realizzazione del Parco e la sua manutenzione, della Regione Umbria e della Comunità Europea che hanno sostenuto l’iniziativa, oltre ai contributi di Fondazione Cassa Di Risparmio di Perugia e le sponsorizzazioni tecniche di Giulio e Mauro Borgia, Cantina Lungarotti, Cantine Roccafiore, Iron, Luccioni Arch Studio, Tecnogru, Visioni Future, 1000e20 Onethousandevents Production.

In occasione dell’apertura è stata pubblicata una guida del Parco, con un testo di Joseph Antenucci Becherer  e schede descrittive di ogni scultura, per aiutare i visitatori a conoscere più da vicino le opere del parco e la loro installazione.

Bellezze ritrovate, il patrimonio di Assisi si arricchisce con tre opere pittoriche restaurate

Tre importanti opere d’arte che aggiungono valore alla parte alta della città di Assisi. La Parrocchia di San Rufino, il Museo Diocesano e la Confraternita di San Francesco comunicano la conclusione dei restauri di:

  • Il “Polittico di San Rufino”, realizzato da Niccolò di Liberatore detto l’Alunno per la Cattedrale nel  1462 e oggi custodito all’interno del Museo Diocesano;
  •  La “Cena di Emmaus”, dipinta nel 1677 c. da Giovanni Andrea Carlone per la Cappella del Ss.mo Sacramento della Cattedrale di San Rufino;
  • Il “San Vitale invocato dagli infermi”, realizzato da Francesco Providoni per l’Oratorio di San Vitale ad Assisi nel 1655.

I lavori, eseguiti grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, sono stati presentati al pubblico giovedì 19 settembre 2019, alle 18.00, presso la Cattedrale di San Rufino.

Dopo i saluti di S. E. R. Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera  Umbra – Gualdo Tadino e di Giampiero Bianconi, Presidente della Fondazione Cassa  di Risparmio di Perugia, sono intervenuti i restauratori Paola Mancini, Elena Mercanti e Roberto Saccuman, e le restauratrici Christiane Zschiesche e Francesca Canella, che hanno illustrato rispettivamente il  restauro del Polittico dell’Alunno e quello delle tele di Carlone e  di Providoni.

Tre opere d’arte che aggiungono valore alla parte alta della città

Con il restauro del meraviglioso Polittico di Niccolò Alunno, a San Rufino torna ad essere pienamente fruibile un’opera unica e preziosa, dedicata al Patrono di Assisi. Questo capolavoro del Quattrocento umbro possiede un profondo valore socio-culturale e spirituale perché  il manufatto artistico, in maniera dettagliata, seguendo la narrazione della Passio medievale, illustra nella predella i tormenti subiti dal santo, il ritrovamento del suo corpo nel fiume Chiascio e la traslazione all’interno della città.

Non solo i membri della comunità assisana potranno ammirare quest’opera a loro tanto cara,  ma anche i turisti e i pellegrini avranno un nuovo valido motivo per visitare la zona alta della città. Così come con il recupero funzionale del campanile, realizzato nel 2017 sempre grazie al contributo della Fondazione, con il restauro del Polittico si fa un ulteriore passo in avanti per la valorizzazione di un’area di Assisi che – sebbene rivesta una notevole importanza dal punto di vista archeologico, storico-artistico e spirituale – solitamente resta a margine dei flussi turistici più cospicui, concentrati principalmente sulle basiliche.

Eretta nel 1541 ed ampliata nel 1663 su progetto di Giacomo Giorgetti, la cappella del Santissimo Sacramento nella Cattedrale di San Rufino è senz’altro la più compiuta impresa di età barocca che sia stata realizzata in Assisi.

Gran parte della decorazione pittorica del sacello si deve al pittore genovese Giovanni Andrea Carlone, che tra il 1670 e il 1677 affrescò Il “Sacrificio di Elia” sopra la porta d’ingresso e realizzò le tele alle pareti e nell’abside, oltre che la decorazione dell’intero Catino absidale.

Il restauro del dipinto raffigurante la “Cena di Emmaus” costituisce un punto di partenza per un progetto più ampio che, nell’intento di valorizzare il patrimonio culturale della cattedrale contribuendo ad aumentarne anche l’attrattività turistica, interessa il recupero di tutto il ciclo pittorico realizzato dal Carlone, un vero e proprio gioiello del Seicento tanto caro agli assisani e molto ammirato da tutti coloro che visitano la chiesa.

La tela con “San Vitale invocato dagli infermi” fu realizzata nel 1655 da Francesco Providoni per l’Oratorio di san Vitale ad Assisi, oggi legato alla Confraternita di San Francesco, ma in origine sede di un sodalizio dedicato al  santo eremita Vitale e alla Madonna della Misericordia.

La Confraternita disciplinata di San Vitale ha una storia singolare, che merita di essere conosciuta: è infatti l’unica fra quelle assisane, intitolata ad un personaggio ancora in vita al tempo della sua istituzione.

Il restauro consente di inserire anche quest’opera nella programmazione ed organizzazione di eventi a tema, di carattere storico, storico-artistico e spirituale, che arricchiranno l’offerta culturale cittadina.

 

E tu, Uomo? La musica “dal profondo” filo conduttore dalla Sagra Musicale Umbra 2019

“…e tu, uomo? La musica dal profondo”. Sarà un vero e proprio viaggio nel rapporto ancestrale dell’umanità con la musica la 74a edizione della Sagra Musicale Umbra, il più antico festival della regione, in programma dal 7 al 22 settembre 2019 a Perugia e in altri 7 comuni dell’Umbria (Assisi, Montefalco, Norcia, Panicale, San Gemini, Torgiano, Trevi).

Il programma è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta il 14 giugno 2019 nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori di Perugia alla quale sono intervenuti Fernanda Cecchini, assessore alla Cultura, Regione Umbria, Anna Calabro, presidente Fondazione Perugia Musica Classica onlus, Enrico Bronzi, direttore artistico Fondazione Perugia Musica Classica onlus e Sagra Musicale Umbra, Fabrizio Stazi, segretario generale Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Roberta Migliarini, dirigente responsabile Area Servizi alla Persona, Comune di Perugia.

“L’esigenza antropologica fondamentale di produrre suoni e usarli per scopi comunicativi, sociali e funzionali – spiega Enrico Bronzi – è una realtà incontrovertibile. Si è sempre cantato o suonato per esprimere l’amore, per superare il lutto, per celebrare le feste, per rivolgersi alla divinità e alludere all’ineffabile, per scandire il ritmo di lavoro, per affermare l’identità di una comunità, per liberare l’espressività del corpo e persino per superare il confine della coscienza”. La Sagra Musicale Umbra 2019 prenderà il via con una doppia anteprima, sabato 7 settembre al Teatro Clitunno di Trevi, con il violoncello di Giacomo Cardelli e il pianoforte di Margherita Santi, e domenica 8 settembre, all’Abbazia di San Nicolò di San Gemini, con Trio di Parma e il concerto Dal Danubio allo Shannon: tre secoli di popolaresco nella musica da camera.

In rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia il segretario generale Fabrizio Stazi ha confermato “l’impegno a sostegno della Fondazione Perugia Musica Classica onlus e della Sagra Musicale Umbra, perché siamo convinti che la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio contribuisce in maniera decisiva ad aiutare le persone e le comunità”.

Per il concerto inaugurale ci si sposterà ad Assisi, venerdì 13 settembre nel Sagrato della Basilica Superiore di San Francesco, con l’Orchestra da Camera di Perugia, diretta da Enrico Bronzi, e la Compagnia di Danza di Nicola Galli. In programma, anche la Suite dal balletto Nobilissima Visione (1938), versione per piccola orchestra: a settant’anni esatti dalla prima italiana al Maggio Musicale Fiorentino, la Sagra Musicale Umbra porta in scena una produzione originale tratta dalla suite orchestrale dell’opera di Paul Hindemith, con la coreografia della Compagnia di Nicola Galli, una delle realtà più promettenti della danza contemporanea.

Nei giorni del festival, il “rapporto col canto originario sarà declinato in molti modi e attraverso molte sfumature – prosegue il direttore artistico – dai modi del canto magiaro” al collage sinfonico-etnico dell’Oriente di Tan Dun, con il concerto per video e orchestra The Map, sabato 21 settembre all’Auditorium S. Francesco al Prato di Perugia con l’Orchestra della Toscana insieme al violoncellista Giovanni Sollima, diretti da Enrico Bronzi. Dal popolaresco “a la mode” reinventato da Haydn e Brahms, al canto georgiano polifonico che per primo ricevette la tutela dell’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità nel 2001. Tra i molti spunti di questa edizione, le danze rumene e ungheresi di Bartók, sotto forma di dialogo tra l’Orchestra da Camera di Perugia e Muszikás, il maggiore ensemble magiaro di oggi. “Come guide sicure in questi affascinanti temi avremo Nicola Scaldaferri e Renato Morelli, grandi studiosi e appassionati divulgatori nell’ambito delle musiche di tradizione orale. Avremo poi – continua Enrico Bronzi – una ricca rassegna di giovani musicisti di grande talento, in collaborazione con Musica con le ali, Le Dimore del Quartetto e il Conservatorio “F.Morlacchi”. Il nostro ringraziamento va anche alla Galleria Nazionale dell’Umbria, che ospiterà nello splendore della sua sala principale quattro dei nostri concerti, mettendo in proficuo dialogo arte e musica”.

Sabato 14 settembre, il Sagrato della Cattedrale di San Lorenzo a Perugia ospiterà Viaggio in Italia – Ethnomusic Video Mapping, un viaggio nelle polifonie dell’Italia sacra e profana a cura di Karmachina, studio di multimedia communication design all’avanguardia nella realizzazione di ambienti multimediali che veicolano contenuti culturali in un modo creativa. Con questa produzione, che vedrà la partecipazione di Basiani – Ensemble Folkloristico del Patriarcato Georgiano, che proporranno canti georgiani sacri e di lavoro, “la Sagra Musicale Umbra – spiega Bronzi – compie per la prima volta un passo importante nell’ambito dei linguaggi multimediali. Lo straordinario valore artistico e storico degli edifici monumentali perugini si presta particolarmente a questo tipo di installazione artistica, che non usa i prospetti degli edifici come un mero supporto per le proiezioni, bensì come parte integrante della creazione artistica originale. È senza dubbio un evento-simbolo della Sagra 2019, per il suo potere evocativo e di dialogo con la città di Perugia”. La facciata prescelta, nel caso specifico la parete del Duomo rivolta sul Corso Vannucci, vivrà di una sua vita propria, trasformandosi in una superficie cangiante in cui il racconto delle tematiche affrontate si mescola con la sottolineatura dei dettagli architettonici della Cattedrale che costituiscono una traccia chiarissima della storia stessa della città. L’opera multimediale verrà riproposta poi più volte ogni sera per un’intera settimana.

Scorrendo poi il resto del programma, alla Sagra Musicale Umbra 2019 non mancheranno i protagonisti di grande levatura, come Philippe Herreweghe, Giovanni Sollima, l’Orchestre des Champs Elysées, il Collegium Vocale Gent, l’Orchestra della Toscana, Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura (con la prima nazionale del progetto Two for Tree and Orchestra, insieme all’Orchestra da Camera di Perugia, a Norcia il 16 settembre e il 17 a Perugia). Tanti i gruppi da camera e i giovani solisti: Simonide Braconi, Quartetto Werther, Quartetto Berlin-Tokyo, Quartetto Noûs, Giuseppe Gibboni e tanti altri, oltre a una nutrita rassegna corale con quattro concerti della rassegna dei Cori alle Cinque nella Chiesa di S. Ercolano di Perugia (Coro dell’Università degli Studi di Perugia, il Coro ArmoniosoIncanto, il Coro Santo Spirito Volumia, l’Accademia degli Unisoni), e un concerto nell’Aula Magna dell’Università degli Stranieri di Perugia con il Coro ebraico HA- KOL, che sarà preceduto da una conferenza di Anna Foa. In programma anche le rassegne Musica in Galleria, nella Sala Maggiore della Galleria Nazionale dell’Umbria, e Musica della Speranza, con i due appuntamenti con il Quintetto di Ottoni dell’Orchestra da Camera di Perugia alle Opere Pie Donini e al Complesso Penitenziario di Capanne.
La Sagra Musicale Umbra
si chiuderà domenica 22 settembre, alle 11.30, con la Messa solenne cantata nella Cattedrale San Lorenzo di Perugia: protagonista il Coro della Cappella Musicale della Basilica Papale di S. Francesco in Assisi, diretto da Padre Giuseppe Magrino OFM conv, e Eugenio Becchetti, all’organo.

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Capolavori della maiolica a lustro in una straordinaria mostra ad Assisi

Non vi è museo importante al mondo che non conservi esempi delle preziose maioliche a “lustro” italiane. Tra questi il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Museo del Louvre, l’istituzione parigina da cui provengono alcune delle più importanti opere esposte nella mostra “MAIOLICA. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi” in programma a Palazzo Bonacquisti di Assisi dal 4 maggio fino al 13 ottobre 2019.

Voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte la mostra, a cura dei due esperti Franco Cocchi e Giulio Busti, presenta una selezione di circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private conservate non solo in Umbria ma anche in territori limitrofi come Bologna, Firenze, Faenza, Ravenna, Pesaro, Arezzo e Viterbo.

Come sottolineato dal Presidente della Fondazione CariPerugia Arte, Giuliano Masciarri, il progetto espositivo si inserisce nell’ambito di un percorso che, in linea con la mission delle due Fondazioni “anche in una fase critica come quella che stiamo vivendo – ha detto Masciarri – intende contribuire alla valorizzazione dell’arte e della cultura, attraverso iniziative di qualità che richiamino appassionati e visitatori contribuendo così alla crescita economica e culturale del nostro territorio”.

Distribuito in sei sezioni tematiche l’allestimento ripercorre gli sviluppi della maiolica dalle origini fino alle ultime manifestazioni nel Seicento e, poi, alla ripresa storicista dell’Ottocento quando tornò ad essere oggetto di vasto interesse, fino alle espressioni postmoderne e attuali divenute produzioni di artisti che alla tecnica, ancora oggi difficile e alchemica, uniscono design e creatività.

Arte bella e ingegnosa, ma fallace “che di cento pezzi sei ne vengono buoni”, scriveva Cipriano Piccolpasso intorno al 1560 della maiolica, antico nome del lustro con cui i vasai del Rinascimento riuscirono, con misteriose alchimie, a colorare le ceramiche di riflessi d’ oro e di un sanguigno rosso rubino.

Proveniente dall’Oriente e giunta per vie ancora non del tutto chiare nelle botteghe italiane – ma certamente attraverso la Spagna moresca- pochi riuscirono nell’impresa di produrre la maiolica.
Derutesi ed eugubini ne fecero una sorta di monopolio, benché non mancarono numerosi tentativi in diverse parti d’Italia.Di gran moda fra Quattro e Cinquecento, le maioliche importate dalla Spagna, prima, e quelle di Deruta e di Mastro Giorgio da Gubbio divennero parte dei corredi domestici e degli arredi delle case reali e delle più nobili e importanti famiglie d’Europa.

Le maioliche dorate di Deruta impreziosivano i ritratti di dame e madonne,santi e cavalieri. Quelle di Gubbio coloravano di un rosso, mai visto prima,le illustrazioni dei miti dell’antichità, entrambe cogliendo in pieno lo spirito del tempo così da rappresentare una delle espressioni più diffuse del Rinascimento italiano.Con i nuovi sgargianti colori scopriremo l’evoluzione delle forme, degli
stili e delle decorazioni che caratterizzano vasi, scodelle, brocchette,albarelli noti per il loro uso farmaceutico e che hanno trasformato in oggetti decorativi manufatti la cui funzione in precedenza era di uso quotidiano. Ne sono un esempio i piatti da pompa destinati non ad essere messi a tavola ma ad essere esposti, su cui vengono raffigurate immagini sacre e profane come scene di guerra, figurazioni amorose, profili di uomo e di donna, putti, muse, santi, lettere dell’alfabeto e stemmi araldici.Il progetto espositivo è fedelmente raccontato nel catalogo realizzato da Fabrizio Fabbri Editore in cui, oltre all’introduzione dei due curatori,alle immagini e alle schede descrittive di ciascuno dei manufatti, sono contenuti i contributi critici di esperti come Marinella Caputo, Carmen Ravanelli Guidotti, Francesco Federico Mancini, Marino Marini, Elisa PaolaSani, Ettore A. Sannipoli, Alberto Satolli, Luca Pesante e Timothy Wilson.

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