INVITO A PALAZZO 1-10-2016PERUGIA – Palazzi ricchi di arte, dipinti, cultura. Ha avuto un grande consenso da parte del pubblico la giornata organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per sabato 1 ottobre, in occasione della manifestazione “Invito a Palazzo” organizzata dall’Abi in collaborazione con l’Acri e la Banca d’Italia che si è tenuta in tutte le regioni italiane.

Per la XV edizione dell’iniziativa che ha visto l’apertura al pubblico dei palazzi storici e monumentali delle Banche e delle Fondazioni Bancarie, l’Ente Perugino ha infatti aperto ai visitatori la sede di Palazzo Graziani, dove è stato possibile visitare le sale abitualmente chiuse al pubblico, tra cui lo splendido salone affrescato da Annibale Brugnoli dove sulla volta e sulle pareti sono rappresentati i fatti emblematici della storia di Perugia, dalle origini etrusche fino alla contemporaneità Risorgimentale. Si arriva così al grande ballo che proprio a Palazzo Graziani venne organizzato in onore del Re Umberto I, a Perugia nel 1890.

I presenti sono stati omaggiati anche di alcuni volumi selezionati tra i numerosi titoli appartenenti alla collezione della Fondazione.

Parallelamente, nel vicinissimo Palazzi Lippi Alessandri, altro splendido immobile dove è allestita la mostra “I Tesori della Fondazione” – un percorso espositivo che raccoglie circa 50 dipinti della collezione acquisita dalla Fondazione nel corso di oltre 20 anni di attività – è stato presentato il nuovo dipinto “Santa Francesca Romana” entrato a far parte della sezione “Caravaggismo”. Sono intervenuti il Segretario Generale della Fondazione ,Fabrizio Stazi, e il Magnifico Rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi.

Come spiegato da Cristina Galassi,  docente di Storia della critica d’Arte e consigliere della Fondazione per l’Istruzione Agraria, l’opera, avuta in prestito dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria, fu attribuita inizialmente a Caravaggio fino a quando, nel 1943, Roberto Longhi la attribuì a Giovanni Antonio Galli, detto lo Spadarino in quanto figlio di un fabbricante di spade.

Anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi non ha mancato di visitare il percorso espositivo in occasione del suo arrivo in Umbria venerdì 30 settembre, sottolineando che il nuovo quadro “è una grande opera di impronta caravaggesca”.