A Diapaga, nella Regione dell’Est del Burkina Faso, oggi i 1300 apicoltori dell’Unione hanno una Mieleria, dove stoccano, filtrano e vendono il loro miele e le donne lo trasformano in saponi e prodotti per il corpo, e dispongono di una piattaforma web per l’e-commerce e lo scambio di informazioni e buone pratiche tra produttori. A Mogtedo, invece, nella provincia di Ganzourgou, le 200 donne che gestiscono il Centro di Trasformazione del Riso Etuvé (un riso stufato che oltre ad avere un buon sapore ha elevate proprietà nutrizionali) oggi dispongono di attrezzature moderne e di competenze gestionali e commerciali che hanno permesso loro di arrivare a produrre oltre 300 tonnellate di riso étuvé all’anno, con un aumento del 75% della produzione e del 40% della vendita in tre anni. Oggi, inoltre, in 40 villaggi tra le Regioni del Plateau Central e del Centro Ovest, circa 400 agricoltori hanno intrapreso, su 435 ettari di terreno, la coltivazione della soia garantendo, grazie alle proprietà nutritive e all’apporto proteico di questa leguminosa, un’alimentazione più equilibrata e sana per le loro famiglie. E ancora, sono 1.495, di cui 869 donne, i produttori che si sono avvalsi del warrantage, un sistema di microfinanza rurale evita di svendere il raccolto, ricevendo un prestito a fronte dello stoccaggio di parte della produzione in magazzini sicuri, e che hanno ricevuto in prestito 116.000 euro investendoli per la maggior parte in attività di piccolo commercio, acquisto di equipaggiamenti o input agricoli o per l’avvio di nuove attività generatrici di reddito.

Sono questi solo alcuni dei risultati conseguiti da Fondazioni for Africa Burkina Faso, l’intervento per il sostegno al diritto al cibo promosso in Burkina Faso da 28 Fondazioni di origine bancaria associate all’Acri, tra cui anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Le principali iniziative realizzate in questi anni e i risultati raggiunti (dati aggiornati al febbraio 2017) sono stati illustrati nella pubblicazione La Terra, Le Persone, il Futuro.

In quest’era di esodi epocali dall’Africa verso il Vecchio Continente – scrive Giuseppe Guzzetti, Presidente Acri, nell’introduzione del volume La Terra, Le Persone, il Futuro – l’attenzione dei media è concentrata più su chi sbarca sulle nostre coste piuttosto che su chi rimane nei luoghi di provenienza: paesi spesso poveri in termini di reddito procapite o che, quand’anche ricchi di materie prime e di potenziali prospettive di benessere, ospitano popolazioni che vivono in condizioni difficili. Tra questi paesi vi è il Burkina Faso, che si trova al 185° posto dell’indice dello sviluppo umano dell’UNDP. Dal 2014 le Fondazioni di origine bancaria, coordinate da Acri, sono impegnate in questo territorio con l’iniziativa “Fondazioni for Africa Burkina Faso”, che ha l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti, partendo dal fondamentale diritto al cibo.

Con una dotazione di 4,5 milioni di euro stanziati dalle Fondazioni in tre anni, dal 2014 al 2016, e ulteriori 1,8 mln di euro, stanziati in vista della conclusione dell’intervento nel 2017 e 2018 a sostegno del consolidamento dei processi virtuosi avviati, e in collaborazione con 6 organizzazioni italiane e 1 centro di ricercaAcra, Cisv, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Lvia, Mani Tese, Watinoma, CeSPI -, Fondazioni for Africa Burkina Faso dal 2014 al 2017 ha contribuito a migliorare le condizioni di vita di 9.500 beneficiari diretti e di circa 60.000 indiretti, in 7 Regioni rurali del Paese, puntando sul miglioramento della qualità e della quantità delle produzioni locali e sull’attivazione di meccanismi capaci di dare basi solide a uno sviluppo sostenibile, endogeno e duraturo. Tra gennaio 2014 e febbraio 2017, in particolare, le azioni promosse da Fondazioni for Africa Burkina Faso hanno consentito di migliorare la produzione e la commercializzazione di 4 prodotti fondamentali per l’alimentazione locale, quali miele, soia, riso, ortaggi e dei loro derivati con 18.750 tonnellate prodotte e 1,9 mln € di vendite generate; hanno rafforzato 25 organizzazioni contadine e migliorato le competenze di 7.500 produttori e produttrici; hanno promosso l’agroecologia e il valore della biodiversità in 80 villaggi del Paese; hanno migliorato l’inclusione finanziaria di oltre 1500 contadini grazie all’introduzione di sistemi di microfinanza rurale; hanno promosso 3 nuove imprese sociali rurali e hanno coinvolto oltre 2.000 donne nei processi produttivi e nei meccanismi decisionali delle organizzazioni contadine.

La capacità di fare Sistema con gli attori privati e pubblici che operano in ambito di cooperazione allo sviluppo in Burkina Faso rappresenta uno dei meriti principali dell’intervento promosso dalle Fondazioni di origine bancaria.

L’iniziativa, infatti, oltre a essere stata progettata e realizzato insieme a 7 ONG e organizzazioni no profit già attive in Burkina Faso e a 25 organizzazioni contadine locali, ha attivato collaborazioni in un’ottica di Sistema Italia anche con Regione Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano e Regione Veneto, che ha consentito di erogare ulteriori 300 mila euro per la sicurezza alimentare del Burkina Faso attraverso il matching fund, un innovativo strumento con cui le Fondazioni hanno raddoppiato le risorse economiche messe a disposizione dagli enti per iniziative di cooperazione decentrate. La collaborazione con Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, inoltre, ha portato all’organizzazione di seminari di scambio di competenze tra alcuni Comuni italiani (Comune di Milano, rete territoriale piemontese Coordinamento dei Comuni per la Pace – COCOPA, rete territoriale FELCOS dell’Umbria e la rete toscana Euro African Partnership for decentralized governance) e 25 Comuni del Burkina Faso.

Una menzione particolare merita il lavoro che le Fondazioni promotrici di Fondazioni for Africa Burkina Faso, con il coordinamento del centro di ricerca CeSPI, hanno portato avanti in questi anni con 27 associazioni di migranti burkinabè e la FABI (Federazione Associazioni del Burkina Faso in Italia), nella consapevolezza del ruolo decisivo dei cittadini di origine straniera sia nella costruzione di processi d’inclusione e d’integrazione duraturi sui territori italiani in cui vivono, sia nel rendere sempre più efficaci gli interventi di cooperazione nelle loro terre di provenienza. In tre anni, 107 rappresentanti di 27 associazioni presenti su tutto il territorio italiano, da Pordenone a Napoli, hanno partecipato a 16 incontri di formazione e scambio di esperienze su scrittura e gestione amministrativa di un progetto, organizzazione e comunicazione di un evento sul territorio attività di raccolta fondi e creazione di partenariati. Dal percorso formativo hanno avuto origine diverse iniziative. In Italia le associazioni di migranti si sono fatte promotrici di 22 iniziative di promozione interculturale, tra laboratori di cucina, danza e musica e di formazione su agricoltura biologica e consumo consapevole. In Burkina Faso, alcune associazioni hanno dato vita a iniziative di sviluppo sostenibile, tra queste Bioxtutti, un progetto di agricoltura biologica ideato e realizzato dall’associazione di burkinabè e italiani Watinoma di Villasanta (Monza e Brianza) nel villaggio di Koubri che ha trasformato 20 donne in imprenditrici agricole, e alcuni orti biologici e comunitari gestiti dalle donne nel Boulgou, Regione del Burkina Faso meridionale da cui provengono molti cittadini burkinabé residenti in Italia, sostenuti dalle associazioni di burkinabè di Treviso e Pordenone.

La pubblicazione La Terra, Le Persone, il Futuro con il dettaglio delle iniziative realizzate da Fondazioni for Africa Burkina Faso è disponibile da oggi e scaricabile dal sito www.fondazioniforafrica.org.