Da Giotto a Morandi_Copertina

“DA GIOTTO A MORANDI. TESORI D’ARTE DI FONDAZIONI E BANCHE ITALIANE”

11 APRILE – 15 SETTEMBRE 2017

PERUGIA, PALAZZO BALDESCHI – CORSO VANNUCCI, 66

ORARI DI APERTURA – Dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19.30; sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.30. Lunedì chiuso.

BIGLIETTI – Intero 6 euro; ridotto 4 euro (gruppi con più di 10 persone; over 65; studenti con più di 18 anni). Ingresso gratuito per studenti fino a 18 anni. E’ possibile effettuare prenotazioni collegandosi all’indirizzo midaticket.it

AGEVOLAZIONI PER INGRESSI E PARCHEGGI – Sono stati realizzati degli accordi con l’aeroporto di Perugia che offrono la possibilità di aver ingressi ridotti ed è stata attivata una collaborazione con la Saba-Sipa che consente ai visitatori della mostra di avere agevolazioni per il parcheggio di Piazza Partigiani (per informazioni rivolgersi alla biglietteria della mostra).

info@fondazionecariperugiaarte.it 

PERUGIA – “Non chiamiamola mostra, sarà come varcare le porte di un grande museo nazionale, come visitare la Galleria degli Uffizi di Firenze o il Museo di Capodimonte di Napoli”.

Vittorio Sgarbi evoca le raccolte di due prestigiosi musei italiani per descrivere la mostra “Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane” che si tiene dall’11 aprile al 15 settembre 2017 a Palazzo Baldeschi, edificio storico di proprietà della Fondazione perugina.

Il percorso espositivo è stato inaugurato domenica 9 aprile. Prima del taglio del nastro, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Giampiero Bianconi, il presidente della Fondazione CariPerugia Arte Giuseppe Depretis e il segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Fabrizio Stazi, hanno spiegato al pubblico il valore del progetto, nato con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio artistico diffuso e in parte nascosto proprio in occasione dei 25 anni dalla nascita delle Fondazioni di origine bancaria, da sempre impegnate nella salvaguardia e nella promozione dell’arte.

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte, la mostra è realizzata con l’importante contributo di Unicredit, la società che ha assorbito la Banca dell’Umbria, della quale la Fondazione deteneva la proprietà. Tra i principali gruppi bancari italiani ed europei Unicredit, insieme agli altri due partners del progetto Augustum Opus SIM e Nextam Partners SIM SpA, ha condiviso l’idea della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia di devolvere parte dei proventi a favore degli interventi di recupero del patrimonio storico-artistico umbro danneggiato dai recenti eventi sismici. Partnership tecnica di De Marinis Fine Art.

Come annuncia il titolo, la mostra intende valorizzazione lo straordinario patrimonio artistico posseduto dalle Fondazioni di origine bancaria e delle Banche italiane. Si tratta di un patrimonio ampio che, per la varietà della sua composizione e per la sua stratificazione temporale, può essere considerato il volto storico e culturale dei diversi territori della nostra penisola. Questa particolare attività collezionistica è un aspetto del più complessivo impegno culturale delle Banche e delle Fondazioni, in una dimensione più ampia di attività e di impegno verso la comunità di riferimento: acquisto, recupero, restauro e quindi tutela e valorizzazione di opere che altrimenti andrebbero disperse. La maggior parte delle opere in mostra sono catalogate in R’accolte, la banca dati consultabile online realizzata dall’Acri, l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio che ha concesso il suo patrocinio, insieme alla Regione Umbria e al Comune di Perugia.

 

LA SCHEDA

La mostra perugina propone dunque un avvincente percorso lungo sette secoli di storia dell’arte e al contempo consentirà di verificare la pluralità degli orientamenti che stanno alla base del fenomeno del collezionismo bancario. Questo prezioso tesoro diffuso – e in parte ancora poco conosciuto dal grande pubblico – viene raccontato attraverso 100 opere, da Giotto, l’artista che ha rinnovato la pittura, così come Dante, suo contemporaneo, è ritenuto il “Padre” della lingua italiana, a Giorgio Morandi che, guidato da una sorvegliatissima coscienza formale, fu capace di infondere una solennità pacata e austera ai semplici oggetti del quotidiano.

I VIDEO – Ad accogliere i visitatori è proprio Vittorio Sgarbi che, in video, spiega le ragioni che lo hanno portato a concepire il percorso della mostra Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane.

I SALA – La mostra si apre con un prezioso tondo con San Francesco d’Assisi di Giotto, seguito dai fondi oro di Barnaba da Modena, del Maestro dei San Paolo Perkins e di Beato Angelico. Seguono le opere di Matteo Civitali, Matteo da Gualdo, Perugino, Pinturicchio, Dosso Dossi, Perugino, Pinturicchio, Filippo da Verona e Domenico Brusasorci.

II SALA – Spiccano le pale d’altare di Camillo Procaccini e Giovanni Francesco Guerrieri da Fossombrone, accanto alla seducente Onfale di Ludovico Carracci, all’ovale con un Episodio della vita di Alessandro di Giovanni Lanfranco,  alla tormentata Deposizione di Cristo di Ferraù Fenzoni. Completano la sala un limpido ritratto di Scipione Punzone e una colorata Resurrezione di Lazzaro di Palma il Giovane.

III SALA – Sono qui raccolte le opere di maestri di primo Seicento influenzati dalla rivoluzionaria pittura di Caravaggio: Maestro della Flagellazione di Cesena, Antiveduto Gramatica, Rutilio Manetti, Simon Vouet, Guido Cagnacci, Giovanni Battista Caracciolo, Pietro Novelli. Chiudono la sala due capolavori di Giovan Battista Beinaschi, pittore ‘tenebrista’ attivo tra Roma e Napoli, e Cecco Bravo, uno dei maestri più inquieti e bizzarri del seicento fiorentino.

IV SALA – Nella splendida Sala delle Muse, fiore all’occhiello di Palazzo Baldeschi, troviamo due dolci Madonne con il Bambino di Simone Cantarini, accanto alla Lucrezia preordina il suicidio di Guido Reni.  Seguono il Cristo e la samaritana del Guercino, il Salvator mundi di Elisabetta Sirani, la Sacra famiglia di Gian Domenico Cerrini, il Vecchio con bottiglia da pellegrino e globo di Pietro Bellotti e l’Allegoria del tempo e della verità di Pietro Liberi.

V SALA – Le opere dei due maggiori interpreti della pittura barocca napoletana, Mattia Preti e Luca Giordano, fronteggiano quelle di gusto classicista dei bolognesi Carlo Cignani e Marcantonio Franceschini. Accanto, Giovanni Antonio Pellegrini e Pietro Balestra rappresentano il rococò veneziano ed europeo.

VI SALA – Il Salone degli stemmi raccoglie capolavori dal Settecento alla metà del Novecento, da Gaspar van Wittel a Giorgio Morandi. L’avvincente percorso offrirà al visitatore un’ampia panoramica sui soggetti affrontati dagli artisti nel XVIII secolo, dal tema sacro (Nicola Grassi, Gaetano Gandolfi, Giacomo Zampa), al ritratto (Pompeo Batoni, Angelica Kauffmann), dal capriccio e la veduta (Gherardo e Giuseppe Poli, Gaspar van Wittel, Bernardo Bellotto) alla natura morta (Cristoforo Munari, Giuseppe Artioli, Carlo Magini) e la scena di genere (Giovanni Domenico Lombardi, Gaspare Traversi). L’Ottocento è rappresentato dalle opere di Giovanni Carnevali detto il Piccio, Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini, Giuseppe Pelizza da Volpedo. Il Novecento si apre con Angelo Morbelli, seguito da Medardo Rosso, Giuseppe Biasi, Vincenzo Gemito, Adolfo Wild, Scipione, Felice Carena, Filippo de Pisis e Giorgio Morandi. Il viaggio si conclude con due splendidi gessi di Quirino Ruggeri, un dipinto del 1934 di Carlo Carrà e due tele dedicate al paesaggio umbro di Gerardo Dottori.

SPAZIO IMMERSIVO– Una sala ospita la proiezione di un video che presenta alcune delle 13 mila opere catalogate in R’Accolte, la banca dati consultabile online realizzata dall’Acri, l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio che ha concesso il suo patrocinio, insieme alla Regione Umbria e al Comune di Perugia.

CATALOGO – Il catalogo della mostra (italiano/inglese), curato da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, è edito da Fabrizio Fabbri Editore.

AGEVOLAZIONI PER INGRESSI E PARCHEGGI – Sono stati realizzati degli accordi con l’aeroporto di Perugia che offrono la possibilità di aver ingressi ridotti ed è stata attivata una collaborazione con la Saba-Sipa che consente ai visitatori della mostra di avere agevolazioni per il parcheggio di Piazza Partigiani (per informazioni rivolgersi alla biglietteria della mostra).

FONDAZIONI E BANCHE CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO PRESTANDO LE OPERE:

Banca di Piacenza; Banca Popolare dell’Emilia Romagna; Banco BPM; Cassa di Risparmio di Cesena; Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia; Fondazione Carifac; Fondazione Carife; Fondazione Carima; Fondazione Cariplo; Fondazione Cariverona; Fondazione Cassa dei Risparmi  di Forlì; Fondazione Cassa di Risparmio  di Bologna; Fondazione Cassa di Risparmio di Cento; Fondazione Cassa di Risparmio  di Cesena; Fondazione Cassa di Risparmio  di Fano; Fondazione Cassa di Risparmio  di Firenze; Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca; Fondazione Cassa di Risparmio  di Padova e Rovigo; Fondazione Cassa di Risparmio  di Perugia; Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro; Fondazione Cassa di Risparmio  di Reggio Emilia – Pietro Manodori;  Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni; Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona; Fondazione Cassa dei Risparmi  di Forlì; Fondazione Domus: Fondazione Pisa; Fondazione Roma; Fondazione Sicilia; Sicily Art and Culture; Unicredit