Fondo Acri, in Umbria erogati 300.000 euro a sostegno delle Pmi

Ammontano a 300.000 euro le risorse erogate in Umbria al 31 dicembre 2017 grazie alla raccolta fondi effettuata dall’ Acri tra le Fondazioni di origine bancaria per agevolare l’accesso al credito delle realtà produttive e commerciali che operano nelle zone colpite dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016 delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Con un apposito protocollo d’intesa le risorse messe a disposizione dalle Fondazioni – in totale 3 milioni di euro grazie ai quali le imprese possono disporre di un plafond fino a 15 milioni di euro – sono state affidate da Acri alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, che ha stipulato una convenzione con Intesa Sanpaolo. Viene finanziato il 100% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 30.000 euro, per investimenti destinati al ripristino o alla riconversione dell’attività aziendale e per esigenze di liquidità. Per richiedere le agevolazioni occorre recarsi presso una filiale del Gruppo Intesa Sanpaolo.

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La Consulta delle Fondazioni umbre presenta il “Bando di idee”: 450mila euro per le aree colpite dal sisma

Un “Bando di idee” per la promozione del patrimonio culturale e il rilancio economico dell’area umbra del “cratere” (zone umbre colpite dagli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre 2016).

Arriva un nuovo intervento a sostegno delle zone terremotate da parte della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria umbre, che ha deliberato lo stanziamento di 450.000 euro finalizzati alla realizzazione di progetti innovativi che interessano l’area del cosiddetto “cratere”.

L’iniziativa verrà presentata il 18 gennaio, alle 10.30, presso il nuovo Centro Polifunzionale di Norcia alla presenza dei rappresentanti della Consulta – costituita dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Città di Castello, di Foligno, di Orvieto, di Perugia, di Spoleto, di Terni e Narni – e di un esperto che illustrerà le modalità operative del Bando.

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Gubbio, a Palazzo Ducale l’arte di Giuseppe Magni e della maiolica italiana dello Storicismo

Giuseppe Magni e la maiolica italiana dello Storicismo #GiuseppeMagni

Gubbio, Palazzo Ducale

25 novembre 2017 – 20 maggio 2018

Palazzo Ducale – Via della Cattedrale, 1 – Gubbio

Tel: 075 9275872

Sito web: polomusealeumbria.beniculturali.it

Mail: pm-umb.palazzoducalegubbio@beniculturali.it

GUBBIO – Un progetto che nasce dalla comune volontà di valorizzare la figura di Giuseppe Magni, orefice, decoratore e miniaturista che ha lasciato una grande produzione e una vera e propria scuola che, nel corso del Novecento e praticamente sino ai nostri giorni, è stata proseguita da molti altri valenti artisti nati e operanti sul territorio eugubino.

C’è quindi l’Umbria, con le opere del grande maestro nato a Gubbio che sin da bambino si è interessato all’arte, dedicando un impegno sempre maggiore alla pittura sulla maiolica, che praticò fino agli ultimi anni di vita.

C’è poi anche la testimonianza di una fase particolarmente significativa della storia della ceramica, quella dello Storicismo che, nella seconda metà dell’Ottocento, vide un grande slancio animare pittori, ornatisti e decoratori, spinti in una sorta di pellegrinaggio artistico verso le città che vantavano una antica tradizione nella maiolica con l’obiettivo di rinverdirne i fasti e riconquistare il mestiere perduto. I nomi bastavano da soli a suscitare immagini esaltanti: Faenza, Urbino, Deruta, Montelupo, Venezia, Firenze, Casteldurante, Pesaro, Castelli, Savona, Gubbio e così via.

Questo il contesto in cui si intende proiettare i visitatori della mostra “Giuseppe Magni la maiolica italiana dello Storicismo” inaugurata al Palazzo Ducale di Gubbio il 24 novembre 2017.

Voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzato insieme dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Associazione Maggio Eugubino, e con il patrocinio del Comune di Gubbio, il percorso espositivo offre dunque una panoramica completa sulla ceramica italiana dello Storicismo, contesto culturale nell’ambito del quale Magni operava e di cui era uno dei massimi rappresentanti.

Il curatore Ettore A. Sannipoli ha concepito un percorso espositivo che si compone di 64 opere, di cui 32 realizzate dall’artista eugubino provenienti in parte dalla sua collezione personale di recente acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e in parte da altre collezioni pubbliche e private di Gubbio.

Si tratta di piatti e targhe i cui soggetti principali sono i modelli celebri dell’arte italiana dal Quattrocento all’Ottocento, con speciale predilezione per opere di estrazione classicistica. Accanto alle sacre raffigurazioni, compaiono soggetti mitologici, allegorici, storicistici e d’ispirazione letteraria. Non mancano riferimenti municipalistici, ritratti di personaggi illustri e quant’altro. Personalissima e di notevole effetto è poi la scelta dei motivi ornamentali dei piatti e delle targhe, sempre diversi e di grande ricchezza decorativa: da quelli d’impostazione classicheggiante, ad altri con arabeschi, motivi fitomorfi e geometrici, medaglioni, nastri svolazzanti.

Le altre 32 opere – anch’esse conservate in collezioni private eugubine –  sono invece produzioni di fabbriche italiane dello Storicismo e dell’Eclettismo tardo ottocentesco o del primissimo Novecento. La scelta ha interessato la produzione dei principali opifici storicistici attivi nell’Italia mediana, tra i quali vanno ricordati la manifattura Ginori di Doccia, la fabbrica Cantagalli di Firenze, la società Achille Farina di Faenza, la fabbrica Angelo Minghetti di Bologna, le Ceramiche Artistiche Molaroni di Pesaro, le ceramiche Pio Fabri di Roma.

 

 

Giuseppe Magni

Contro le aspettative del padre, Giuseppe Magni (Gubbio 1819 – ivi 1917) si dedica fin dalla giovinezza alle arti. Frequenta le scuole tecniche eugubine sotto la direzione di Giovanni Nini. In seguito si reca a Perugia per imparare l’arte dell’oreficeria presso Diomede Martelli. Nel contempo frequenta saltuariamente la locale Accademia di Belle Arti, allora diretta da Silvestro Valeri, allievo di Tommaso Minardi. Ritornato a Gubbio, intraprende la professione di orefice e inizia a decorare ceramiche per la società Fabbri-Carocci. Nel 1862 ottiene l’incarico di maestro di disegno nelle scuole tecniche comunali: svolgerà tale funzione per 35 anni, formando intere generazioni di giovani eugubini. Nel frattempo continua la sua professione di gioielliere e di orefice, definitivamente cessata nel 1880. Si applica inoltre nel campo della miniatura e in quello della decorazione ceramica, prima con Giovanni Spinaci (1869) e poi autonomamente o in collaborazione con il fabrianese Cesare Miliani. Dopo aver lasciato l’insegnamento si dedica con sempre maggiore impegno alla pittura sulla maiolica, che pratica fino agli ultimi anni di vita.

 

 

Banda Musicale “Città di Gualdo Tadino”, concerto di inizio anno con le nuove divise

Un concerto di inizio anno per la città e per presentare le nuove divise, appena realizzate. E’ quello tenuto il 7 gennaio, presso il teatro Talia, dalla banda musicale Città di Gualdo Tadino del maestro Sesto Temperelli. Per l’occasione sono state presentate le nuove divise della banda finanziate dalla Fondazione cassa di risparmio di Perugia che sostituiscono quelle in uso dal 1985, realizzate in seguito ad una donazione della Banca Popolare di Gualdo Tadino, nell’imminenza della fusione con Banca Etruria.

“La sostituzione degli abiti era una necessità improrogabile – ha spiegato il presidente Massimiliano Garofoli – date le condizioni in cui versavano le vecchie divise e la totale mancanza di esse per i nuovi arrivati. La Fondazione Caripg ha finanziato l’ acquisto con un contributo di 5mila euro dimostrando di credere nel progetto di rafforzamento dell’ organico della banda musicale la quale, oltre ai fini di educazione musicale e di intrattenimento sociale, resta la più antica associazione gualdese rimasta sempre in attività dal momento della sua fondazione”. Il presidente ha così ringraziato la Fondazione, il presidente Giampiero Bianconi e il consigliere gualdese Matteo Minelli.

Il finanziamento della spesa sarà coperto, per la parte rimanente, da un contributo concesso dall’amministrazione comunale.

 

 

Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia